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Tecnica

Le conseguenze delle basse temperature nel 1933 su alcune specie di avifauna esotica (tratto da "Fauno")

Alla Stazione sperimentale di Rovigo vengono allevate numerose specie di Uccelli esotici appartenenti per lo pił ai tre principali ordini dei Columbiformi, Galliformi e Anatiformi.

Per le specie prettamente tropicali e per quelle che l’esperienza ha gią nei precedenti anni dimostrato essere particolarmente sensibili ai rigori degli inverni della Valle Padana, la Stazione ha provveduto con l’allestimerto di ricoveri speciali, alcuni dei quali dotati di riscaldamento a mezzo termosifone.

E cosģ, per esempio, vengono rin­chiusi in questi ultimi locali — tutti perņ provvisti di parchetto sabbioso all’aperto onde permettere il benefico godimento dei raggi solari diretti nelle giornate serene e senza vento anche nel cuore dell’inverno — alcuni fra i Galli Selvatici, come Gailus sonnerati del Deckan e Creagrius varius della Malesia; la maggior parte delle Faraone, come Numida mitrata dell’Africa tropicale e australe, Guttera pucherani, G. barbata e G. Iividicollis dell’Africa orientale dal Giuba allo Zambesi, Acryllium vultu­rinum della Somalia e della costa di Zanzibar; il Tacchino ocellato (Agriocharis ocellata) del Guatemala; alcune fra le principali specie di Cracidi (Crax alector~ C. carunculata, C. globi gera, Mitua mito), le Penelopi (Penelope rufescens) e le Ortaline (Ortalis vetula) dell’America meridionale e centrale; i Francolini dell’Eritrea, Abissinia e Somalia, come Francolinus grantii e Pternistes leucoscepus, come pure i Pterocli delle regioni desertiche dell’Africa settentrionale. Infine, per precauzione, data la raritą degli animali, i Timanus robustus dell’America centrale.

Vengono invece ritirati in locali chiusi senza riscaldamento speciale, ma bene esposti a mezzogiorno e dove con quasi certezza la temperatura non scende, nella notte, sotto lo zero, le Faraone ptilorinche (Numida pti­lorhyncha) dell’altopiano Etiopico e adiacenze — Sudan e Somalia — e della costa dello Yemen; i Tacchini selvatici della Virginia, le Colombe dal bavero (Caloenas nicobarica) delle isole Nicobare, della Papuasia e delle Filippine, quelle ad ali verdi (Calo­phaps indicus) dell’india, le Pugnalate (Geotrygon cruentata) delle isole Filippine, le piccole Zebrate (Geo­peleia striata) dell’arcipelago della Sonda e delle \Iolucche, le piccolissime Maschere di ferro (Oena capensis) dell’Africa australe, le Chamaepelia e le Scardafella dell’Amenca tropicale. Vengono anche riparati molti piccoli Passeriformi per lo pił della regione Etiopica e della regione Orientale e le strane e grandi Palamedee (Pala­medea fedele) dell’America meridionale.

Senza pregiudizio alcuno vengono invece lasciate svernare in voliere all’aperto (protette dai venti freddi del nord e esposte a mezzogiorno) tutti i Fagiani, dal pił occidentale, ossia il Phasianus colchicus, al pił orientale ossia il Phasianus versicolor~ compresi quindi tutti gli abitatori dell’altopiano Tibetano, le giogaie dell’Imalaia e le catene della Cina e dell’Indocina, come appunto l’Orec­chiuto (Crossoptilon auritum) del Tibet, lo Hierophasis swinhoi di Formosa, l’Argentato (Gennaeus nycthemerus) della Cina meridionale, il Lineato (G. Lineatus) dell’Indocina, il Leucomelano (G. Leucomelano) del Nepal, il Dorato e il Lady Amherst (Chrysolophus pictus e C. amherstiae) entrambi del Tibet orientale e della Cina occidentale e meridionale, non­chč i numerosissimi ibridi di specie e di generi affini sopramenzionati, come pure gli ibridi fra le svariate forme di Galli selvatici tutti della regione Indiana e Indo-Malese come Gallus bankiva X G. sonnerati, Gailus lafayetti X G. bankiva, Creagrius varius X Gailus bankiva. Ancora tra i Galliformi, le Bambusicole (Bam­busicola thoracica e B. sonorivox) della Cina e i Colini (Colinus californicus)

della Calilornia e (Colinus virginianus) della Virginia; il Francolinus vul­gare, l’Ortygornis gularis e l’Arboricola torqueola, tutti della regione Indiana. Fra i Colombiformi resistono bene ai rigori invernali in voliere a pieno vento le Colombe di Guinea (Columba guinea) dell’Africa tropicale, come pure tutti i Colombi del Messico e dell’America centrale (Columba fasciata, C. rufina, C. nigri­rostris); tutte le Tortore del genere Streptopelia (5. decaocto, senegalensis, vinacea e suratensis) dell’Africa settentrionale, India e Cina e quelle del genere Zcnaidura (Z. Leucoptera) dell’America meridionale e Centrale, nonchč i Colombiformi australiani, come le eleganti Colombe dal ciuffo (Ocyphaps lophotes) e le Colombe lucenti (Phaps chalcoptera). Fra i Tinamidi le tre specie pił comuni (Rynchotus rufescens, Notoprocta cine­rascens e Notura maculosa) tutti dell’America meridionale; fra i Psittaci, i piccoli Melopsittacus canoro dell’Australia, gli Agapornis africani e i Paleornites indiani. Infine tutti i Palmipedi, come Lampronessa gareliculata della Cina, Lunetta falcata dell’Asia orientale e Giappone, Dendrocygna viduata e D. autumnalis dell’Africa australe e dell’America meridionale e centrale; Sarcidiornis melanonotus e Anser indicus dell’india; Branta canadensis e Branta leucopsis delle regioni boreali. Senonchč la rigiditą sopraggiunta quasi improvvisa e le successive bufere di neve del 13 e del 16 dicembre 1933 hanno portato letali conseguenze ad alcuni di quegli Uccelli che gią l’esperimento delle invernate precedenti ci aveva insegnato avrebbero potuto rimanere senza pregiudizio nelle loro voliere estive. Le tre specie di Tinamidi sopracitate si sono dovute prontamente ritirare dai loro parchetti allo scoperto tutti ingombri di neve (per oltre 40 cm) per la impossibilitą degli stessi di muoversi sulla neve e per un principio di congelazione alle dita, particolarmente grave alle piccole Noturae.

Collocati in voliere completamente coperte, gli animali si sono per lo pił prontamente ristabiliti, salvo un Rynchotus rufescens e due Noture maculose decedute pił tardi in seguito a caduta in necrosi delle dita di entrambi i piedi. Una gallina sonnerati, racchiusa in una voliera da Fagiani allo scoperto, ha pure riportato la congelazione delle dita di entrambi i piedi con caduta in necrosi di due di esse a un piede e di tutte sino al terzo inferiore del tarso-meta­tarso nell’altro, nonostante fosse stata prontamente collocata in una voliera riscaldata assieme al resto dei polli sonnerati.

Le Dendrocigne, entrambe le specie, la viduata e la autumnalis dell’Africa e dell’America meridionale e centrale, col lungo permanere sulla neve congelata e con il rapido abbassamento notturno della temperatura (15-18° sotto allo zero) hanno molto sofferto tanto da non sopravvivere nemmeno quando furono ritirate in localitą pro­tetta. Una viduata che non decedette subito in seguito al freddo, dovette essere poi sacrificata perché in seguito a congelazione, le andarono in necrosi entrambi i piedi sino all’articolazione tibio-tarsica, tanto da non poter pił camminare. Anche una piccola graziosa Anatra dell’Australia, pertanto non ancora specificata, decedette in una notte di freddo rigidissimo.

Nella prima nevicata del 13 dicembre accompagnata da vento forte e bufera sono morti, perché sepolti sotto la neve, alcuni Melopsittacus canoro dell’Australia, tutti gli Agapornis dell’Africa, tre Tortore senegalensis dell’Africa e numerosi piccoli Passeriformi, per lo pił della fauna africana e indiana, come tessitori, merli metallici, padda, amadine, ecc

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